DEI PREPARATIVI DI BOSSE-DE-NAGE IN VISTA DELLA PARTENZA PER LA TERRA DI CUCCAGNA
La risolutezza della decisione era delle più encomiabili. Il suo «’HA ‘HA» era stato netto e senza possibilità di ripensamento: la spada era stata tratta. Era pronto ad assumersi tutte le responsabilità di quel gesto e di portare a termine i suoi propositi ovunque essi lo avessero condotto, fino al punto di non ritorno. Bosse-de-Nage, cinocefalo babbuino, aveva chiara coscienza dell’impresa cui si stava accingendo ed era pienamente consapevole della risonanza mondiale del suo atto; difatti, sia se ce l’avesse fatta, sia se avesse dovuto fallire miseramente, la storia sarebbe comunque stata riscritta. Quell’esclamazione stentorea contenuta nel grido del tautologico «’HA ‘HA» conteneva già tutto quello che era da contenere, tutte le sue speranze e paure, le possibilità e le necessità, la casistica e la quantistica, la casualità e la causalità… Insomma, tutti i suoi mille (e mila) piani.
La partenza, si sa, è la fase più delicata di un viaggio: è da questo punto aurorale che ne va della vita e della morte del viaggiatore. Per cui prepararsi con dovizia di particolari e acribia non può far altro che bene alla buona riuscita della sortita. Le cose a cui pensare sono molteplici e Bosse-de-Nage, da gran esperto viaggiatore qual è (può annoverare, tra i mille luoghi che ha visitato, la Città del Sole e la Platonopoli degna di lodi quant’altre mai città utopiche), decise di sciorinare con una eloquenza invidiabile una serie di elementi indispensabili al viaggio dalla durata stimata di sette giorni che sembreranno almeno sei, che ci sembra doveroso, per completezza d’informazione, riportare, benché solo in parte, nel seguente elenco puntato:
- due bauli straripanti di vestiti invernali, qualora nella Terra di Cuccagna dovesse essere inverno laddove nel Paese è estate;
- due bauli stracolmi di vestiti estivi, qualora nella Terra di Cuccagna dovesse essere estate laddove nel Paese è inverno;
- due bauli debordanti di vestiti primaverili, qualora nella Terra di Cuccagna dovesse essere primavera laddove nel Paese è autunno;
- due bauli saturi di vestiti autunnali, qualora nella Terra di Cuccagna dovesse essere autunno laddove nel Paese è primavera;
- due cassepanche farcite di ogni vivanda locale, qualora nella Terra di Cuccagna dovesse esserci la possibilità di promuovere il territorio del Paese;
- due barili di buon vino novello, qualora nella Terra di Cuccagna dovesse mancare la sana abitudine dello spirito prandiale;
- due gerle di libri preziosi, laddove nella Terra di Cuccagna dovessero essere chiuse le Biblioteche. Tra i volumi degni di menzione non si possono non citare i 37 tomi della Naturalis Historia di Plinio, i 125 numeri dell’Anthologia Antiqua seu Moderna e il suo Della Termo-dinamica, ovvero di come un corpo freddo ne riscaldi uno caldo, laddove nella Terra di Cuccagna dovessero mancare esperti della termo-dinamica:
- tutte le altre cose non presenti in questo elenco che tedierebbero solamente il gentile lettore.
Dal momento che aveva da sempre accarezzato l’idea di partire per un viaggio avventuroso su di un cavallo à la El Ingenioso Hidalgo Don Quijote de la Mancha, affittò un usbergo troppo costoso per la sue tasche che dovette così restituire immantinente. Nondimeno, un suo caro nemico gli aveva consegnato, per il successo dell’impresa, una cavalla assai bella e leggiadra ed elegante che lo avrebbe condotto, sano e salvo, presso la Terra di Cuccagna. Dispiaciuto dal caricare la bestiola assai bella e leggiadra e elegante con il peso dei suoi mille (e mila) impedimenta, a malincuore, sebbene risolutamente, si decise a portare con sé un solo zainetto per affrontare il viaggio dalla durata stimata di sei giorni che sembreranno almeno cinque.
E così, con un belluino «’HA ‘HA» partì, lancia in resta, per la Terra di Cuccagna.
@ILLUS. by FRANCENSTEIN, 2020






