QUANDO BOSSE-DE-NAGE INIZIÒ A VISITARE LA CITTÀ DELLA TERRA DI CUCCAGNA
E fu mattina. Non appena il gallo cantò per la terza volta, Bosse-de-Nage, cinocefalo babbuino, rinnegò di stare ancora dormendo allorquando il gallo cantò la prima, la seconda e la terza volta e così si alzò. Si era svegliato con un cerchio alla testa, in stoffa pregiata, che gli cingeva il capo da un capo all’altro del capo. Il capo d’abbigliamento che indossava, preziosamente intessuto e finemente ricamato da abili mani ricamatrici, riprendeva le cromie del cerchio alla testa, causato senza tema alcuna di affermarlo, dalle baldorie della sera precedente durante il Banchetto nella Piazza del Banchetto.
Uscì dalla stanza con un «’HA ‘HA» interlocutorio, come a dire “C’è nessuno? Quindi c’è qualcuno?”, e non udendo risposta si diresse verso le scale che lo avrebbero condotto al piano inferiore. Sceso, si ritrovò al piano primo, che decise di abbandonare immediatamente perché non gli erano mai piaciuti i primi piani. Discese ancora una volta e si ritrovò al terzo piano, con un grosso pianoforte al centro di una grossa sala che era il piano terzo. Lasciato con rammarico il pezzo forte del terzo piano, il pianoforte, salì da una rampa di scale che lo ricondusse direttamente nella stanza nella quale si era svegliato, al piano secondo, dove vide – prima non se ne era accorto – un secondo piano, un pianoforte più piccolo, ma più elegante, la cui cromia richiamava le tinte del suo cerchio alla testa, indotto da una assunzione smodota di insalata la sera precedente durante il Banchetto nella Piazza del Banchetto.
Ridiscese ancora per la scala che lo aveva condotto al piano primo e si ritrovò al quarto piano, assai luminoso e arieggiato. Un terzo piano si intravedeva dietro i tendaggi del quarto piano. Decise però di discendere per fare colazione perché grazie alla sua lunga esperienza aveva potuto intuire che il luogo naturale delle colazioni è ai piani bassi. Aveva appena completato l’ultimo scalino che si ritrovò d’un tratto al piano primo. Fin da quando era un giovanissimo cinocefalo babbuino, e il suo tautologico «’HA ‘HA» era ancora affetto da tutte le differenze dalla A alla Z, Bosse-de-Nage, cinocefalo babbuino, aveva sempre desiderato essere parte di un Piranesi o di un Escher! Il primo piano si poneva sulla medesima scala cromatica del suo cerchio alla testa, innegabilmente residuo della bisboccia della sera precendente durante il Banchetto nella Piazza del Banchetto.
Attirato da una fragranza invitante di brioches appena sfornate, Bosse-de-Nage si diresse verso la cucina e lì vi trovò il Sindaco della Cittadinanza Tutta intento a fare colazione con gli avanzi dell’insalata della sera del giorno prima. Non appena accortosi della presenza dell’ospite, il Sindaco della Cittadinanza Tutta, con un grosso sorriso verde di frammenti di insalata, lo invitò a condividere il desco offrendogli un grilletto rimasto in eccesso dal Banchetto. Affamato, Bosse-de-Nage mangiò l’insalata con così tanto gusto da sentirci tutti i gusti di tutte le colazioni: biscotti al cioccolato, marmellata di fragole, pane burro e zucchero, madeline, bacon & eggs. Rifocillato e perfettamente a suo agio, si rese conto della presenza di un piano pure a quel piano, un pianoforte differente, eppure adeguatissimo per un primo piano. Solo allora si rese conto che l’insalata nei griletti rimanenti condivideva la medesima tavolozza dei colori del suo cerchio alla testa, ovvia conseguenza dell’abbuffata della sera precendente durante il Banchetto nella Piazza del Banchetto.
Stavano amabilmente discorrendo del diviso e del moltiplicato quando dalla finestra – tenuta aperta affinché quel caldissimo sole invernale scaldasse l’ambiente in quella freddissima mattina estiva – entrò un giovane armato di coltello, bastone, zaino, borraccia, cappellino da pescatore montanaro (differente, è risaputo, da quello ideale per il pescatore di laguna), cartina tornasole e mappa catastale. Il Sindaco della Cittadinanza Tutta, con la testa sprofondata a consumare gli ultimi rimasugli di insalata, non appena si rese conto del nuovo arrivato gli corse incontro a braccia splalancate e insalata tra i denti e si affrettò con le presentazioni.
– Vostra Eccellenza Eminentissima e Reverendissima, è un mio grande piacere e onore introdurLe uno dei nostri più eminenti cittadini: il Turista! Esperto quant’altri mai di tutti i segreti, il suo compito è di accompagnarLa a conoscere le meraviglie della Terra di Cuccagna!
A sentire quelle parole Bosse-de-Nage, amante delle avventure, rivolgendo uno sguardo antusiastico ad il Turista il cui abbigliamento rifletteva la livrea del suo cerchio alla testa, acclarato ricordino della mangiata della sera precendente durante il Banchetto nella Piazza del Banchetto, esplose in un «’HA ‘HA» eccitato.
Sic narratur
Quella sera stessa, la sera dell’arrivo di Bosse-de-Nage nella Terra di Cuccagna, si narra che al Paese tutti si trovarono con un cerchio alla testa originato, oramai è assodato, dalla musica di uno strimpellatore che era giunto con il suo piano che aveva le medesime tinte del cerchio alla testa di Bosse-de-Nage, naturale esito del parco banchetto luculliano della sera precendente durante il Banchetto nella Piazza del Banchetto.
@ILLUS. by, FRANCENSTEIN, 2021






