DELLA CONVERSIONE DEL MISTICO TEOLOGO DI PROVINCIA (PARTE II)
CONTINUAZIONE DELLA PRIMA PARTE
Quella grotta era troppo piccola per tutti e due: ne sarebbe uscito solamente uno e i due lo sapevano. Dagli sguardi che si lanciavano era chiaro a tutti che la sfida, iniziata come simpatico scambio di vedute teoretiche, si era trasformata in uno scontro all’utimo sangue. L’aver scoperto la natura del mistico teologo di provincia e i suoi sordidi legami con il malvagio The BRock avevano reso cupo quell’incontro radioso. Ora si trovava lì, da solo, senza armi né grissini, nella nebbia più fitta, al cospetto di un nemico che brandiva un bastone mistico: situazione peggiore era impossibile. E per giunta si trovava completamente con le spalle al muro – ed è risaputa la perigliosità delle mura delle spelonche – in totale balia del suo avversario.
Bosse-de-Nage, cinocefalo babbuino, si risolse di fare un balzo in avanti fulmineo con la speranza di sorprendere lo sgherro, lanciandosi con un furioso «’HA ‘HA» come a dire “Fatti sotto, cosa aspetti? Sono esperto in arti marziali miste gladiatura Krav Maga Wrestling cucinare l’uovo strapazzato! Se non mi lasci passare ti mostrerò un saggio della mia abilità! Ma siccome sono un obiettore di coscienza e i mei sentimenti morali mi impediscono di usare la violenza, le chiedo gentilmente, e ufficialmente, di farsi da parte e permettermi di guadagnare l’uscita. Comportamente che, ci tengo a rimarcarlo, sarebbe in perfetta linea con un gentiluomo della sua risma”. Comprensibilmente spaventato per l’energia riposta dal suo competitor, temendo di dover affrontare un perito di vaglia nella preparazione dell’uovo strapazzato – essendo egli allergico a tale nutriente alimento – e piacevolmente colpito dalla buona educazione da autentico gentlemen d’altri tempi, decise di deporre il suo bastone dall’aura mistica, concedendo a Bosse-de-Nage di levare le tende solo dopo averle piegate per benino e riposte nella loro apposita confezione.
Intanto nell valle di lacrime, ove ormai da anni non scorreva più latte e miele, il manipolo di commilitoni era alle prese con la disperazione più totale. Non sapendo più a che santo votarsi, elessero l’oro loro patrono. Difatti, in quel terreno, vuoi per l’umidità vuoi per l’aridità, scovarono intere miniere d’oro – ma che diciamo! – intere montagne d’oro. E l’oro si sa: luccica. Pensando che se fossero riusciti a creare una luce con il fuoco abbastanza sufficiente da raggiungere tutto quell’oro, il riflesso sarebbe stato sufficiente – anche se la loro speranza era che fosse almeno più che sufficiente – a illuminare il cammino. Il risultato, bisogna riconoscerlo, fu buono; forse più che buono, se vogliamo essere di manica larga. Dalla quale estrassero un attizzatoio e un set di sgorbie con le quali avrebbero plasmato l’oro una volta fuso. Si erano infatti resi conto di non aver un mezzo di locomozione né un animale che potesse trainare loro i bagagli – non avevano precautivamente fatto pentrare nella bruma gli animali che avevano portato con sé per paura che si perdessero. Avevano preferito lasciarli liberi, confidando nella loro fedeltà -. Decisero allora di dare vita ad un carro, un distinto carro d’oro che non appena mosse i suoi primi passi scappò spaventato. Ritentarono, e il risultato finale fu un ottimo cingolato, fedele in ogni particolare a quello che avevano visto sulle riviste di tendenza per mezzi pesanti. Raccolsero così le loro cose e si avviarono alla ricerca del loro capitano Bosse-de-Nage, cinocefalo babbuino.
Che intanto stava riponendo con gran attenzione, lisciando con accuratezza e precisione certosina le pieghe che vengono al tessuto delle tende da campeggio e che causano, putroppo la letteratura a riguardo è sterminata e i testimoni ancora di più, incresciosi incidenti ed espongono i villeggianti a pericoli letali. Il mistico teologo di provincia osservava compiaciuto la tecnica e recitò un brocardo:
L’Essere diviene solo quando non è più Essere. L’Essere-diveniente è l’Essere-divenuto-non-più-essere.
A quelle parole di innegabile e profonda saggezza, benché pronunciate da un lacché del minaccioso The BRock che mollava tutto per andare a scrivere su Arena Philosophika, Bosse-de-Nage, cinocefalo babbuino, non potè che rispondere con un ammirato «’HA ‘HA», mostrando infinita costernazione per il fatto di essere nemici all’interno di questa narrazione ordita da non si sa quale sadico autore [deve provare davvero piacere un autore per permettere che due individui di così mirabile levatura siano antagonisti, N. d. A.].
Io non è; se è Io, allora non è, ma se non è Io allora è.
per tutta risposta il mistico teologo di provincia.
Allora Bosse-de-Nage, alzando lo sguardo, emise un interrogativo e speranzoso «’HA ‘HA» come a dire “Dunque mi stai dicendo che non sei più un compagno del deteriore The BRock?”, al che ottenne in risposta:
Quello che dicono di me non è me. Né quello che dico di me è me, ma quello che-dico-di-me. Se dici l’Essere che è Essere-detto, è?
Finalmente capì! Prese il toro per le corna, ci montò sopra con tutte le tende elegantemente piegate e riposte, tese la mano in direzione del suo ex-avversario e disse «’HA ‘HA», come a dire “Salta su e unisciti alla nostra ciurma! Insieme sconfiggeremo l’antagonista del protagonista!” Il mistico teologo di provincia non ci pensò su una volta e con gran agilità si pose in perfetta cavalcatura. I due discesero verso la valle illuminati dalla luce del bastone mistico che li avrebbe guidati alla salvezza.
Il carro armato d’orato proseguiva nel frattempo la sua corsa sfrenata – si erano dimenticati infatti di plasmargli i freni – non curante di nulla: la sua resistenza era tale da permettergli di frantumare i massi senza subire il ben che minimo danno. Stavano avanzando rapidamente quando videro un lume appropinquarsi di gran carriera: mai ne aveva visto uno così fulmineo il navigatore di bordo in tutta la sua carriera. Non potendo fermare il mezzo decisero di abbandonarlo saltando giù dall’abitacolo appena in tempo – si sentì subito, praticamente dopo poco, un rumore sordo e videro la sagoma del carro armato precipiare nel Pozzo senza Fondo [starà precipitando ancora adesso, che sto scrivendo, e quando qualcuno leggerà quanto sto scrivendo ora, N. d. A.]. Quel lucore che prima era un pulviscolo lontano ora era un faro vicinissimo: quale gioia nel vedere il volto di Bosse-de-Nage!
Aggregatosi stabilmente nel manipolo anche il mistico teologo di provincia, grazie alle sue capacità riuscì a trovare la via d’uscita da quel labirinto infernale, rendendo così possibile il superamento di questa ulteriore prova approntata loro dal malvagio The BRock e durata ben due episodi, lasciandosi alle spalle definitivamente la Gola Profonda. Bosse-de-Nage il nuovo compagno di avventura allietavano l’allegra combriccola con profonde riflessioni che spaziavano dalla filosofia alla teologia alla fisica alla matematica alla letteratura alla paleolitica alla musica all’euristica alla culinaria all’idraulica alla garibaldina, con gran divertimento di tutti.
Così Bosse-de-Nage, forte del nuovo acquisto, lanciò un potentissimo «’HA ‘HA» di incitamento.
@ILLUS. by, FRANCENSTEIN, 2021






