LA CAMPANELLA – PIÈCE TEATRALE IN ATTO UNICO (PARTE I)
ATTO UNICO
Tardo pomeriggio, prima di cena. Un bagno. Un bagno come tanti bagni, semplice. Banale. Ma con il tutto il necessario: una tazza, un bidet, una doccia, un lavandino (importante: sia immaginata pure a fantasia la disposizione degli elementi, ma la doccia deve trovarsi tra il lavandino e il bidet), una lavatrice. Uno specchio, dei ripiani sui quali si trovano creme, schiuma da barba, un portaspazzolini da denti e un dopobarba. Appendiabiti, tre, un lampadario in alto e in basso, sotto il lavandino, un tappeto. Fratello e sorella, tra i sessanta e settanta anni, entrano entrambi in bagno contemporaneamente.
Sorella: Ma è mai possibile, che quando io sono in bagno ci devi essere pure tu?
Fratello: Sei tu che vieni sempre in bagno quando ci sono io!
Sorella: (Indispettita) Ma cosa dici? Non è vero! Eh, questa mattina, per esempio: mi stavo lavando e sistemando per uscire per quell’appuntamento con… tu sai con chi mi vista stamattina? (Pensierosa)… (Poi, come se niente fosse): Ti sei impossessato del bagno, hai chiuso la porta e mi hai dato il benservito! Guarda, non ho avuto nemmeno il tempo il tempo di truccarmi!… Sono uscita così, tanto se avessi aspettato te non ci sarei mai arrivata all’appuntamento con… (titubante) beh’, tu sai chi!
Fratello: Non prendertela con me se l’età si sta accanendo più con te che con me…
Entra prima il fratello approfittando di un attimo di esitazione della sorella indispettita dall’ultima battuta; guadagna il bidet e inizia a lavarsi i piedi. La sorella, invece, si mette davanti al lavandino, chiude la porta e si prepara per lavarsi i capelli.
Sorella: (Dopo un attimo di silenzio) Ma sei proprio un gran maleducato! Ma ti senti quando parli?
Fratello: Ho detto il vero. E poi non era comunque colpa mia. Sai come si dice, no? Il tempo e il… ventre fanno sempre come vogliono loro!
Sorella: Ehm… (stranita dall’affermazione) Ma che proverbio è? Vuoi sempre aver ragione t… (non finendo la frase) Anzi, credi di aver sempre ragione tu!
Fratello: (Pacatamente) Non è vero; non voglio sempre aver ragione, né credo di averla sempre. Io ho (breve pausa dopo un “ho” ben scandito e sottolineato) sempre ragione, che è ben diverso (tronfio della differenza da lui istituita).
Sorella: Ah, questa poi! L’età, vecchio mio, ti deve aver dato alla testa, credi a me!
Fratello: Ora, per esempio, stavo per entrare in bagno, ma no! Tu devi essere sempre la prima e sei entrata. Io, da gentiluomo qual sono, ti ho ceduto il passo. Chi ha preso il posto di chi?
Sorella: Ma se sei entrato prima tu? Cosa dici?
Fratello: (Tutto sconsolato) Che brutta infanzia che sto vivendo…
Sorella: Ma se abbiamo la stessa età! Siamo due signori di… (Esitazione)… Aspetta, ti ricordi quanti anni abbiamo?
Fratello: Ah! Ah! Sicuramente tu più di me!
Sorella: Ma se siamo gemelli! Che farfugli?!
Fratello: Sì, ma tu sei nata ben due, o forse addirittura ben tre minuti prima di me! Quindi tu sei molto più vecchia di me!
Sorella: E qui ci casca l’asino! Il gemello più vecchio è quello che nasce per ultimo, non il primo! Ohohoh! (Risatina isterico-divertita e sempre ridendo) Alla fine il più vecchio tra noi due sei tu! Ohohoh!
Fratello: (Dubbioso) Mah, sarà… (Sicuro) Indubbiamente li porto meglio io!
Sorella: Non ne sarei così tanto sicura mio caro…
Fratello: Ma non mi vedi? Guarda che figurino! Quanti ne trovi alla mia età che figurino così? (Rivolto dritto dritto alla sorella) Nessuno!
Sorella: Continuo a nutrire dei dubbi…
Fratello: Donna di poca fede… (come se fosse una ovvietà) Ma non sai che quando vado a fare la spesa, ho la fila dietro?
Sorella: (Ironica) Ah, davvero? Sarei proprio curiosa di vederla, questa fila! (Netta) Semplicemente impossibile!
Fratello: (Toccato sul vivo) Perché?
Sorella: Perché? E me lo chiedi pure? Perché non ci vai mai a fare la spesa! Ecco perché! Non esci mai se non per andare al bar o a comprare il giornale!
Fratello: Per forza! Se andassi a fare la spesa sai che roba? E poi lo faccio anche per te sai: ti immagini tutto il casino che ci sarebbe? (Gesticolando) Gente che entra e che esce di casa, che tocca tutto e che sporca per terra – e ti voglio vedere patita come sei delle pulizie – che disturba la tua quiete e le tue abitudini… Vedi? Lo sto facendo anche… (si corregge), anzi, lo sto facendo solo per te!
Sorella: Ah, non mettermi in mezzo adesso! Ora sarebbe colpa mia e se tu non esci lo fai solo perché non vuoi che fiotti di donne ti vengano dietro… Ma non dire corbellerie! – (Poi, pensando ad alta voce) Corbellerie? Da dove mi è uscita? (Fiera di sé) Eh, ma quante ne so? Son proprio brava… – (Ritorna in sé) Comunque, non è colpa mia se non sei più attraente come un tempo…
Fratello: (Ricordando i tempi passati) Eh, una volta sì che ci sapevo fare! Avrei potuto avere mille donne – (breve pausa) ma in fondo ne ho sempre cercata una e una sola… (si fa melanconico)
Sorella: E l’avevi pure trovata! Una cara ragazza! (Rimproverandolo) Perché non te la sei sposata?
Fratello: No, (quasi scusandosi) ma io volevo sposarla!
Sorella: Questa mi è nuova!
Fratello: È che me l’ha fatta troppo grossa…
Sorella: (Ironicamente interrogativa) E sentiamo, cosa ti avrebbe fatto di tanto grave?
Fratello: Cosa mi avrebbe fatto? Vedo proprio che hai la memoria corta!
Sorella: La mia memoria è perfetta, funziona benissimo! (E inizia elencare cose a caso per provare l’efficienza della sua memoria) 44 a. C., Idi di Marzo, Cesare viene assassinato; 14 luglio 1789 presa della Bastiglia; 3272341598 è il tuo numero di cellulare; a colazione ho mangiato la brioche che avevo preso ieri pomeriggio nel bar che fa angolo fra via Campo e via Santo… E potrei continuare se solo volessi! Vedi? La mia memoria è perfetta! (Rivolta direttamente al fratello) Mi sa che sei tu che ti stai inventando tutto e arrampicando sugli specchi (fa il segno delle unghie sui vetri)…
Fratello: Ti ricordi quando non sono potuto andare con nostro cugino in America?
Sorella: Eh, e allora?
Fratello: Non ci sono potuto andare perché ho dovuto partecipare al matrimonio della mia ragazza! Capisci? Mio cugino è partito, è sbarcato, ha trovato un bel lavoro, una brava ragazza – e ne ho viste le foto: è pure bellissima! – e ora è ricco sfondato e nonno di nipoti fantastici… Capisci cosa mi sono perso? Me l’ha fatta troppo grossa…
Sorella: Ma cosa dici! Hai perso il treno della vita lasciandola andare quella brava ragazza… Eh, ormai è passato e ora non ti resta che lagnarti. Che ti piaccia o no… Ti sta bene, punto!
Fratello: (Mogio mogio) Lo sai che c’è? Il rispetto. Manca il rispetto per gli anziani. È questo il problema.
Sorella: Ma che rispetto e che anziani! Blateri questa sera!
Fratello: (Sconsolato) Che brutta infanzia che sto vivendo…
Sorella: Ancora con sta storia dell’infanzia (spazientita, ma anche un po’ divertita)!
Fratello: Io non esco!
Sorella: IO non esco!
Fratello: Io non esco! Se vuoi esci tu!
Sorella: Io NON esco!
Fratello: Io non esco! Quella è la porta (e con la mano indica la porta)!
Sorella: Io non ESCO!
Fratello: Allora laviamoci.
Sorella: Mi sembra giusto.
Fratello: Cosa ti stai lavando?
Sorella: I capelli. Tu?
Fratello: I piedi.
Sorella: Mi sembra giusto. Puzzano.
Fratello: Mi sembra giusto. Sono tutti arruffati!
Sorella: Non sono tutti arruffati! Sono un po’ impolverati, questo sì. (Toccandosi i capelli come se se li stesse sistemando) Ultimamente non esco molto, per cui una lavatina ogni tanto fa bene e non rinsecchisce il cuoio capelluto.
Fratello: Se lo dici tu… (E guardandole i capelli) Comunque sono tutti arruffati!
Sorella: E continua questo! Te l’ho già spiegato: non sono tutti arruffati!
Fratello: Tutti, poi… Quei quattro che ti ritrovi… (con tono ironico)
Sorella: (Seria) Che, scherzi? Non avrò più la chioma fluente di quando ero una ragazzina ma… Oh! (sognante rivangando i tempi andati) Sì che allora facevo stragi con i miei capelli! Morbidi, setosi: a boccoli. Sempre pettinata, curata, in perfetto ordine. Non come adesso… (Riprendendosi) Ah, basta! Ora laviamoci i capelli e sistemiamoli per bene!
Fratello: Quanto ci impiegherai?
Sorella: (Spazientita) Il tempo che ci devo impiegare! Cos’hai, fretta? Dove devi andare? E comunque ci metto meno tempo io di quanto non ce ne metta tu per i tuoi piedi! Ti voglio ricordare, mio caro, che quattro capelli sono comunque il doppio di due piedi. Ho molte più cose da lavarmi io di quanto non ne abbia tu! (Squadrandolo dall’alto in basso) E io sono sempre stata più svelta di te!
Fratello: Non sempre, a dire il vero.
Sorella: Cosa non sempre? Vuoi insinuare che io non sono sempre stata più svelta di te?
Fratello: Non sto dicendo questo. (Con grande calma) Dico solo che due non sempre è inferiore a quattro.
@ILLUS. by FRANCENSTEIN, 2024





