J. K. ROWLING VUOLE LA REALTÀ DEI NOMI
Come si apprende da TGCOM24, J. K. Rowling ha twittato, dicendo la sua riguardo la realtà dei concetti. Nel caso specifico quello di sesso, o meglio di genere (qui).
If sex isn’t real, there’s no same-sex attraction. If sex isn’t real, the lived reality of women globally is erased. I know and love trans people, but erasing the concept of sex removes the ability of many to meaningfully discuss their lives. It isn’t hate to speak the truth.
Se il genere non è (considerato) reale allora nemmeno c’è “attrazione per lo stesso sesso”. Se i sessi non vengono considerati distinti non si può distinguere tra eterosessuali e omosessuali.
Per fortuna non c’è bisogno di distinguere realmente (e metafisicamente) uomo da donna o uomo da trans o donna da trans. (Altrimenti impazziremmo nel tentare di capire cos’è la distinzione, che invece sembra ottenuta per deduzione dal Nulla, se la si vuole reale).
Nel distinguere le differenze, le si distingue come identità, discernendole, come caratteristiche discrete. E nel definirle, nel dirle, le differenze (identità) vanno a comporre le definizioni.
Una definizione è un insieme, un con-cetto, che include alcune caratteristiche e ne esclude altre, tenedole ec-cepite dal con-cetto.
E così una donna non è (relativamente) una trans in quanto dalla definizione di donna è ec-cepito il pene.
Parimenti una donna non è (relativamente) una trans operata in quanto dalla definizione di donna è ec-cepito l’avere una vagina artificiale. (Se così si ritiene, altrimenti se vagina artificiale e vagina naturale vengono considerate, come sono, solo relativamente differenti, allora possono essere entrambe di donna).
La confusione c’è. Ma poiché l’Essere è con-fusione. Nell’universo infatti è, per mente umana, impossibile trovare due oggetti ritenuti che siano totalmente distinti l’uno dall’altro. Per qualche loro caratteristica saranno sempre accomunabili. Come sono accomunati anche solo dall’esame di chi li ritiene, che li considera. (Per altro ogni oggetto potrebbe essere astratto dal Tutto solo nominalmente, poiché le relazioni così ritenute di quell’oggetto con il resto del Tutto sono comunque attributi dell’oggetto in questione – l’avere un pene non è attributo fondamentale di un corpo più della distanza media annuale dal pianeta Marte di quello stesso corpo).
J. K. Rowling non si preoccupi: non si può cancellare un concetto reale, se è reale. Si sciolgono piuttosto nella loro contradditorietà i concetti che reali non sono.
E vi è un unico concetto Reale, onnicomprensivo: Re Essere è il nostro Dio, omosessuale o, forse, omoerotico, poiché non può far sesso col Nulla che non è. Forse eternamente si masturba. Neanche può parlarsi di onanismo, perché non può rischiare di figliare. Egli è indiveniente, sempre gravido di sè stesso, mai partorirà. Amen.
@PHOTO by MAGUDA FLAZZIDE,2020






J. K. Rowling non si preoccupi: non si può cancellare un concetto reale, se è reale. Si sciolgono piuttosto nella loro contraddittorietà i concetti che reali non sono.
Il vostro Profeta, o desistenti, se ne frega di quello che dice J. K. Rowling e vi esorta a tenere per vero che anche se non si deve (per quanto si possa) cancellare un concepito reale, se è reale (cioè vivente), si può invece – eccome! – non scrivere una nuova vita: il problema non è cancellare ciò che è già stato scritto, ma non scrivere ciò che ancora non è stato scritto (e che non sta scritto da nessuna parte che debba essere scritto).
Così parlò Dexistens!
Può anche essere che sia scritto che il Profeta Dexistens sia ascoltato. Ebbene non potrebbe essere, allora, una transumanistica società transgender futuribile (e sterile, per evitare scomodità) l’astuto stratagemma del Destino? (al netto di possibili bimbi in provetta, educati da robot…)
«Cancellare il concetto di sesso significa rimuovere la capacità di molti di discutere in modo significativo delle loro vite. Dire la verità non vuol dire odiare».
Il vostro Profeta, o desistenti, non vi invita a cancellare il concetto di sesso, ma a cancellare il sesso del concetto: a non concepire. Punto. Poi, una volta che il sesso c’è, più o meno definito che sia – non importa -: fate sesso a volontà, o desistenti, se questo vi fa star bene!
Amare un trans o altri generi di umani non è cosa che riguardi il pensiero desistenziale. Amare è un dovere, fare figli no. Quanto all’odiare, ovviamente non si deve, ma soprattutto non si deve odiare un inconcepito al punto da concepirlo.
Così parlò Dexistens!