LA CAMPANELLA – PIÈCE TEATRALE IN ATTO UNICO (PARTE IV)
Fratello e sorella passano assieme dalla strettoia e guadagnano le loro nuove postazioni. Riprendono di buona lena a lavarsi, lei i piedi lui i capelli.
Sorella: Comunque tu stasera vagheggi…
Fratello: Vagheggio? Semmai vaneggio!
Sorella: Non ti senti che vagheggi? Hai vagheggiato anche ora, qui, in questo preciso momento.
Fratello: Adesso non ho vaneggiato (rimarcando la n). E comunque non ho vaneggiato nemmeno prima; figurarsi poi se vado vagheggiando!
Sorella: Ma è ovvio che stai vagheggiando! Vaghi senza meta fissa con il pensiero. Vagheggi talmente che il pensiero stesso, nell’intervallo di tempo tra quando viene pensato e quando viene detto vaga e vaga e vaga (fa il gesto con la mano) e poi si smarrisce. Non ritrova la strada ed evapora. E se la ritrova, mica esce tutto intero! Si perde i pezzi qua e là, alcuni escono, altri no. Vedi, vagheggi!
Fratello: Ma quando mai vado in gironzola io? Semmai sei tu che, vaneggiando, vagheggi per la città con quelle tue amiche là, quelle quattro zitelle arcigne e tirchie!
Sorella: Io? Ma se sto sempre in casa! E una volta pulisco una volta faccio da mangiare una volta faccio da man…
Fratello: (Interrompendola) Lo hai già detto…
Sorella: Cosa ho già detto?
Fratello: Che fai da mangiare…
Sorella: L’avevo già detto?
Fratello: Forte e chiaro!
Sorella: Perché è vero! Come è vero che lo faccio tante volte e per questo lo dico tante tante volte! Tante quante le volte che cucino… Magari non così tante, in effetti (pensierosa). Anzi no! Di più. Lo dirò più volte di quelle che cucino così capirai che mi devi dare una mano!
Fratello: Ma io una mano te la do ogni giorno, una volta a pranzo e una volta a cena: ti aiuto a finire tutto quello che prepari!
Sorella: Bell’aiuto, grazie (sarcastica)!
Fratello: Se non ci fossi io chi si mangerebbe qua la roba? E pensa che casino che verrebbe! Tu prepari a non finire e io che non finisco ciò che prepari a non finire… Dai, mi devi solo ringraziare, ecco!
Sorella: Ringraziare? Te? Mai! Anzi, a ben pensarci, sei tu che dovresti ringraziare me perché se non ci fossi io a badare a te, chi baderebbe a te?
Fratello: La badante, semplice.
Sorella: Ah davvero? Allora sai che ti dico mio caro: ti cerco una badante e che ci pensi lei!
Fratello: Costa. La badante, per badare, costa. Non possiamo permettercelo.
Sorella: E allora dal momento che io non vengo pagata vado bene? Vado bene solo perché non peso sul budget familiare? (Offesa) Che alta considerazione che hai di me!
Fratello: No, hai ragione (visibilmente dispiaciuto)… Ti chiedo scusa.
Sorella: (Non credendo a quelle parole e esitando nel parlare quasi colpita da balbuzie improvvisa) Mi… mi hai chiesto… scusa? Tu davvero mi hai chiesto scusa? Grazie…
Fratello: (Ringalluzzito) Allora vedi che avevo ragione io?
Sorella: Ragione?
Fratello: Certo, mi stai ringraziando. Lo dicevo che avresti dovuto ringraziarmi, finalmente lo hai capito.
Sorella: Ma se ti sto ringraziando per un’altra cosa! E per giunta non per quello che volevi essere ringraziato perché in quel caso dovrei essere io a essere ringraziata!
Fratello: Questo è ancora tutto da dimostrare…
Sorella: E comunque… (Netta)
Fratello: E comunque?
Sorella: … E comunque non ho ancora deciso se lo dirò più o meno delle volte che ho cucinato. Ci devo ancora riflettere.
Fratello: Come vuoi. Tanto avevo ragione io…
Sorella: Vedi che stai vagheggiando?
Fratello: Io comunque avrei finito se non è un dispiacere per te…
Sorella: Se non lo è per te.
Fratello: Per me non lo è.
Sorella: Allora non dovrebbe essere per te un problema che io ho finito…
Fratello: Per me non lo è. Forse lo è per te, non saprei.
Sorella: No no, nessun problema per me.
Fratello: Allora che si fa?
Sorella: Chi esce? (Frase pronunciata come se fosse un appuntamento con il destino)
Fratello: IO non esco.
Sorella: Se per questo anche IO non esco,
Fratello: Se tu vuoi uscire, esci pure; io NON esco.
Sorella: Non ci tengo proprio; io NON esco.
Fratello: Sei tu più vicina alla porta, per cui è più comodo per te uscire. Io non ESCO.
Sorella: Ma tu sei un uomo e io una donna: chi tiene la porta ad una signora? Chi controlla che non sia entrato qualche malvivente in casa? Chi mi proteggerà dalle insidie? Tu sei sicuramente il candidato numero uno per questo tipo di cose. Io non ESCO.
Fratello: In effetti non posso darti troppo torto. Che dici, vado?
Sorella: Mi raccomando, fa’ attenzione.
Il fratello si avvicina alla porta. La sorella si scosta per lasciargli spazio e permettergli così di aprire la porta del bagno.
Sorella: Tu tiri giù la maniglia e apri piano piano; ti affacci un attimo per controllare l’ambiente circostante e poi, uno alla volta, usciamo. Ti sembra un buon piano?
Fratello: Sarebbe meglio che la maniglia la tirassi giù tu, così avendo la mano libera posso affacciarmi più agilmente e avere un angolo di visuale più ampia.
Sorella: Perfetto! Lo trovo un ottimo piano.
La sorella tira giù la maniglia e poi retrocede spaventata. Il fratello si sporge dalla porta guardando a destra e sinistra. Tutto sembra tranquillo.
Fratello: Tutto tace. Penso che possiamo uscire senza problemi. Ma procediamo con cautela in silenzio. Non vorrei che qualcuno se ne accorgesse.
Sorella: Sei sempre stato un tattico eccellente.
Fratello: Allora che si fa?
Sorella: Ovvio, si esce? (Quasi spazientita)
Fratello: Chi esce?
Sorella: Mi sembra naturale: prima ESCO io!
Fratello: Non direi proprio! Prima esco IO!
Fratello e sorella iniziano spintonarsi per stabilire chi dei due debba uscire prima.
Fratello: Tocca a me uscire per primo! Chi si è affacciato a rischio della propria incolumità? Chi ha rischiato la vita con sprezzo del pericolo per ispezionare la casa? IO! (Indicandosi) Me lo devi!
Sorella: Ah la mettiamo su questo piano? E chi ti ha tenuto la porta aperta? Chi ha pensato ad un piano? IO, (sottolineandolo) non tu! Mi sembra di averne tutti i diritti!
Fratello: E chi lo ha corretto? Faceva acqua da tutte le parti! IO (indicandosi) l’ho corretto. Se possiamo uscire è solo per merito mio per cui mi merito di uscire per primo!
Sorella: Per prima esco IO!
Fratello: No, per primo ESCO io!
Sorella: Insieme non possiamo (un po’ dispiaciuta)
Fratello: Questo è giusto.
Sorella: La porta è stretta.
Fratello: Questo è vero.
Sorella: Peccato però. Sarebbe stato bello uscire insieme (si fa scura in volto).
Fratello: Già, davvero un peccato (si fa scuro in volto).
Sorella: Quindi che si fa?
I due iniziano a guardarsi intorno, come per trovare una soluzione al problema, come se stessero cercando una seconda via di uscita, quando al fratello viene una idea.
Fratello: Giusto! Ma perché non c’ho pensato prima! Sorella (con tono da grande annuncio): possiamo uscire insieme!
Sorella: (Entusiasta) Davvero? E come? Dai su su, dillo, dillo! (Battuta pronunciata quasi mangiandosi le parole per l’agitazione)
Fratello: Molto semplice: uno di noi due esce dalla finestra che dà sul balcone e l’altro dalla porta!
Sorella: Che idea geniale! (Quasi squillante con la voce) Ma… chi esce dalla porta?
Fratello: Beh, mi sembra ovvio… IO!
Sorella: Eh no mio caro! IO esco dalla porta e tu dalla finestra!
Fratello: Ma un corpo agile è più adatto per uscire dalla finestra e il mio è meno agile del tuo, sicché…
Sorella: Ma io non ho più l’età… Ho smesso. Se fosse stato lo scorso anno sarebbe stata tutta un’altra cosa, ma siccome è capitato quest’anno…
Fratello: Capisco (pensieroso con la mano sinistra sul mento); in effetti il tuo ragionamento non fa una grinza. Allora dici che debba uscire io dalla finestra?
Sorella: Vai! (Incoraggiandolo) Ma mi raccomando fa’ attenzione: questa è l’ora di punta! (Premurosa)
Fratello: Se sei tanto preoccupata per me perché non ci vai tu allora?
Sorella: (Reattiva) Perché io sono una signora! E ad una signora non si addice avventurarsi in imprese tanto pericolose… soprattutto se il qui presente ha deciso di sacrificarsi per il bene della causa!
Fratello: Deciso, oddio… Mi hai quasi obbligato a dire la verità!
Sorella: (Più leggera) Dai dai che racconterò delle tue gesta alle generazioni future! Verrai ricordato come il professore di italiano matematico avventuriero!
Fratello: (Poco convinto) Allora vado…
Sorella: (Con tono incoraggiante) Vai!
Il fratello si avvicina mesto mesto alla porta. La sorella si scosta per lasciargli spazio e permettergli così di aprire la porta del bagno…
[continua…]
@ILLUS. by FRANCENSTEIN, 2025





