OIHCCEPS
Il titolo celebra la parola specchio nella sua stessa specularità, per cercare di esprimere un percorso crudo e sincero verso l’umanità in generale, ma anche verso me stesso, perché per cambiare basterebbe cambiarsi.
Cara umanità, sinceramente mi fai schifo.
Non sei in grado di prendere una decisione per il Bene di tutti (che alla fine saresti tu stessa); non sei in grado di fare un’autocritica propositiva, ma offendi e umili chi è in difficoltà e porti in auge chi per primo deride i suddetti.
Le Donne, che hanno paura della superiore forza naturale dell’uomo, devono fare cose che dipendono dal periodo storico. Gli Uomini non hanno il coraggio di prendere una decisione seria perché sono dei codardi e temono quelle donne che hanno comportamenti circei.
Io come figlio tuo sto vivendo una fase ben specifica della mia vita e definita dalla mia età.
Ti odio e ti disprezzo perché hai come unico obiettivo quello di inginocchiarti davanti ai ricchi e di piegare i poveri, poiché siamo tutti sul mercato e tu conosci il loro prezzo.
La libertà tecnologica che ci stai propinando migliora la condizione lavorativa, ma non il lavoro. La Libertà di opinione che, per fortuna, hanno tutti raggiunto, sta rovinando lo spirito sacro che sta a monte di essa (Libertà) portando ad una inflazione sempre maggiore di una cosa che va guadagnata e non regalata. Io devo guadagnarmi qualunque libertà, anche quella di espressione, poiché l’opinione va sostenuta con razionalità e non con sentimento. Il sentimento lo lascio a chi è pieno di speranza e di amore, il ragionamento lo pretendo da chi vuole dirsi MATURO. E tu, Cara UMANIT, non sei matura, ma per niente. Sei una neonata, viziata dal benessere che i nostri nonni Partigiani sognavano, cicciona perché ingozzata da un bieco e ignorante silenzio e sorda, dato che non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire.
Io mi rifiuto di appartenere a te. Non esiste doccia che mi possa pulire da tale sporcizia, non c’è confessione che ti possa perdonare… beh se chi ti fosse davanti fosse un’entità simile a te, ma non è così!
Le parole sono il mezzo per raggiungere il significato, le parole sono figlie delle idee e le idee sono parenti strette dei sogni. Ecco cosa ti manca: sognare. Avere un posto felice tutto tuo dove i sogni sono veramente desideri di felicità e non una stupida nuvola dissolvente.
Torna a sognare come sognavano i nostri nonni, torna ad avere rispetto per i valori.
Riacquista l’Onore che meriti d’avere, poiché vivere significa avere “QUELLA OCCASIONE”.
Che bello sarebbe poter vivere oggi con lo stesso spirito di Gioia dei nostri nonni quando con un caldo sole, si trovavano tutti in piazza e parlavano e si confidavano e ridevano, scherzavano …e piangevano. Senza più il timore che arrivi PIPPO e distrugga casa mia.
Marco Mogliotti è su Instagram e Facebook
@ILLUS. by JOHNNY PARADISE SWAGGER, 2019





