LA SONETTESSA CHE TI STRESSA
Folle Amor cercando trovai Sofia,
ché per me Maria aveva la scabbia
nonché Grazia mi faceva gran rabbia,
e sì pensai di poterla fare mia.
E invece frustro tenni l’anima pia,
ché sì presto Sofia si fece gabbia,
Colei che tutte le velleità insabbia,
auspici di possesso e d’autonomia.
Poiché non v’è cosa che Ella non abbia,
sta tutta intera in ogni cosa sia.
Vano gesto ribelle che s’arrabbia,
slancio immobile che è Sua signoria.
Solingo l’ignoto sempre s’insabbia
mentre Sofia d’Amor anela magia.
Ella sta, vergine ben più di Maria,
chiamata né chiavata da chicchessia,
si monta perenne l’eterna Mania.
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