POSTILLA A “RABULATUS”
Cantino ha scritto:
Alla luce di NOMINA SUNT CONSEQUENTIA RERUM io dico che la RES esistenziale immediatamente percepita è l’ONTALGIA
e
La realtà più oggettiva è l’ONTALGIA (o ONTOSALGIA): l’angoscia esistenziale; […] ONTOLOGIA e ONTALGIA sono tutt’uno.
[Tratto da Cantino nell’arena (qui)] In queste parole è in qualche modo presente quello che è l’esito del discorso filosofico, che in verità a essere onesto non può che essere, sempre, lo stesso punto di partenza.
E se Cantino “all’improvviso, [è] diventato PROFETA DELLA DESISTENZA grazie a una illuminazione fulminante: filosofare attenua ma non elimina l’ONTALGIA”, allora il punto è presto detto: Ontalgia è il nome che Cantino dà a tutto ciò che nella sua mente appare. E fa bene, dato che, quale che sia la parola con cui indebitamente si indica la cosa, il significato è la cosa. Il filosofare stesso è un aspetto dell’Ontalgia.
L’esperienza (o l’Essere o l’Ontalgia) infatti è il punto di partenza del filosofare, il quale tenta di assegnare nomi e significati.
Nomina sunt consequentia rerum, sed una tantum res se ostendit.
La cosa che appare, nell’anima ossia l’apparizione, è solamente una e le parole che la nominano, che provino a dividerla o la mantengano una, appaiono sempre all’interno della res, anima indivisa.
Nomina sunt consequentia rerum, sed etiam nomina in anima semper sunt. Anima res est.
La questione filosofica fondamentale pertanto su ciò problematizza. Su quella res, ossia se sia giusto reputarla res in ossequio a Colui cui appare o, piuttosto, che sia la Res già da sempre putantesi imputata.
Ciò tuttavia è ufficio del filosofare ontologico-metafisico, che non bada all’angoscia ontico-esistenziale, ri-conosciuta come modalità qualunque d’esistenza.
E se è appunto l’ambito ontico-esistenziale quello di cui vuole pre-occuparsi il desistenzialismo, allora eviti il discorso metafisico. Evitare il discorso metafisico significa conoscere come fatalità ciò che appare; addentrarsi nel discorso metafisico significa scommettere che la fatalità che appare accade o che piuttosto è. Ossia significa pronunciarsi riguardo alle forme ri-conoscendole come poste da Ciò che suppone anche il loro contrario, la loro negazione, o da sempre escludenti la loro negazione in quanto positive, ri-conoscendo la negazione come autonegantesi.
Fatum res est nec negotium
Quelle che tentano di negare il fato, senza che ci si arrischi a dirlo capricciosa Suerte o saldo Destino, sono metafisiche in avaria, volenti e nolenti. Discorsi insignificanti che hanno il loro senso in sé stessi. Poiché è evidente che ciò appare non viene scalfito dalla negazione; quella nell’esperienza non fa che contrad-dire le determinazioni che vorrebbe negare e con ciò gli si aggiunge come determinazione ulteriore. La negazione si sposta e si può costituire solo in sede metafisica autentica. Eccepita dall’esperienza ma concepita come origine mediata di quella, ne determinerebbe anche l’auto-eccezione da sé stessa. Eccepita dal Concetto (l’Essere) in quanto negazione di sé stessa, non potrebbe infettare le forme, perfettamente esistenti.
Il dubbio metafisico autentico pone l’aut aut:
FATUM OTIUM REI EST
o
FATALE OTIUM RES EST
In ogni caso il fato non è negoziabile. “Una serpe impicca l’uomo che si crede tale”.
NEMO HOMO EST
FATUM OCCIDIT NEMINEM
QUI DECIDERE FATUM SUUM
CREDIT
Amen.
Nello specifico poi il PARMENIDISTA VOLGARE è tale solo in quanto filosofo-scommettitore che s’azzarda a dire se il fato sia o accada. Per esigenza di perfezione opta per il sia…
Tuttavia in qualità di comune gonzo, prospettiva in cui vive la sua vita, non può che ignorare l’ignoto, notare il noto, annotare le annotazioni (quando così è/accade) e godere e penare quanto e come il Fato gli impone.
Questa è la pacata replica di un gonzo filosofo qualunque al discorso desistenzialista (che pur non è detestabile richiendendo ai suoi uditori la sola astensione dalla procreazione) e che sia monito lampante, altrimenti
RABULATUS
SIT
FATALIS VULGATA
Buon compleanno Magister Damnatus, Propheta Dexistentiae, o’ Cantino, il Desistenzialista!
@ILLUS. by TEKATLON feat. MAGUDA FLAZZIDE, 2020






Cantino ha controbattuto
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